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A maggio 2025, Genova ha ospitato una delle selezioni italiane di FameLab, la competizione internazionale di comunicazione scientifica nata nel 2005

con l’obiettivo di trasformare giovani ricercatori in abili divulgatori. In soli tre minuti, senza slide né supporti multimediali, i partecipanti devono raccontare un tema scientifico complesso con chiarezza, creatività e passione. L’edizione genovese ha visto sfidarsi studenti e ricercatori in un format capace di avvicinare la scienza al grande pubblico e di valorizzare il ruolo della comunicazione come parte integrante del lavoro scientifico.

Un palco, tre minuti, un’idea.
FameLab è una sfida tanto semplice quanto difficile: raccontare un argomento scientifico in modo chiaro, coinvolgente e comprensibile per chiunque, nel tempo di un caffè. Nessuna presentazione PowerPoint, nessun grafico complicato: solo la voce, il corpo e la capacità di trasmettere passione.

L’edizione di Genova 2025 ha visto la partecipazione di giovani ricercatori provenienti da diverse discipline — biologia, fisica, chimica, ingegneria, neuroscienze — che hanno saputo trasformare concetti complessi come l’editing genetico, i buchi neri o la plastica biodegradabile in racconti vividi, pieni di energia e creatività. Il pubblico, composto da studenti, docenti, cittadini e famiglie, ha potuto assistere a una carrellata di mini-spettacoli scientifici, con un ritmo serrato e grande interazione.

Un trampolino per nuovi divulgatori.
Nato in Inghilterra e diffusosi in oltre 30 paesi, FameLab ha formato una vera e propria comunità internazionale di giovani comunicatori della scienza. In Italia è diventato negli anni un punto di riferimento per la divulgazione scientifica giovanile, con finali nazionali e internazionali che hanno portato sul palco volti oggi noti della comunicazione scientifica.

A Genova, i vincitori locali hanno guadagnato l’accesso alla finale nazionale, con la possibilità di rappresentare l’Italia a livello internazionale. Ma al di là della competizione, l’esperienza ha offerto a tutti i partecipanti la possibilità di crescere come ambasciatori della scienza, imparando a tradurre linguaggio tecnico in narrazione accessibile.

Perché è importante per il Piano di Cultura Scientifica.
Il nostro ETS considera iniziative come FameLab un esempio virtuoso di alfabetizzazione scientifica partecipativa. Ecco perché:

  • mostrano che la scienza può essere comunicata senza filtri, con linguaggio semplice e diretto;
  • responsabilizzano i giovani ricercatori, trasformandoli in protagonisti della divulgazione;
  • coinvolgono pubblici diversi, dai coetanei agli adulti, creando un ponte tra generazioni;
  • insegnano che la comunicazione non è un accessorio della scienza, ma una sua componente essenziale.

Il Piano di Cultura Scientifica intende valorizzare queste esperienze e collegarle a percorsi digitali e adattivi: brevi video, quiz interattivi, materiali divulgativi generati dai giovani stessi. In questo modo, il messaggio di FameLab può vivere oltre l’evento, diventando parte di un archivio accessibile e inclusivo.

Scienza come spettacolo e dialogo.
La formula dei 3 minuti, ispirata al ritmo veloce dei media digitali, dimostra che è possibile rendere la scienza immediata e memorabile. Ogni intervento diventa uno storytelling che emoziona e sorprende. Il pubblico non riceve solo informazioni, ma vive un’esperienza.

Questo approccio si sposa con la nostra visione: portare la scienza fuori dagli spazi accademici, nei teatri, nelle piazze, nei social, e renderla parte della cultura quotidiana. FameLab non è solo un concorso, è un laboratorio di comunicazione, un esempio di come si possa coltivare una nuova generazione di scienziati-divulgatori capaci di parlare con tutti.

Conclusione.
L’edizione genovese di FameLab 2025 non ha solo selezionato dei vincitori: ha mostrato che la comunicazione scientifica è un’arte che si impara e si coltiva. Per il Piano di Cultura Scientifica, sostenere e diffondere queste pratiche significa contribuire a creare una società più consapevole, curiosa e capace di dialogare con la scienza.

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